Apriti al cambio
Apriti al cambio

Apriti al cambio

Mai come oggi questa porzione di umanità che ha l’onore e l’onere di vivere questa porzione di tempo, ovvero noi, ha sentito il bisogno di apportare un cambio alla propria vita. Il problema è che spesso non sappiamo come farlo o, peggio, veniamo costantemente indotti a pensare che l’unico cammino percorribile sia quello in cui già ci troviamo, perché “il nostro mondo funziona così”.

Quante obiezioni si possono porre quando si pensa di cambiare radicalmente la propria vita e di percorrere una strada nuova, non convenzionale? L’età, la famiglia, il lavoro sicuro, il lavoro non sicuro ma comunque esistente, un lavoro non esistente ma comunque rinvenibile aspettando, sperando e continuando a girare nella ruota come criceti… “Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova”. Bene: lo spartiacque è proprio questo. Pillola blu o pillola rossa? Continuiamo nella triste e maleodorante strada vecchia, che ingrigisce da sempre la nostra vita, ma nella quale sappiamo che ci sono tantissime persone che fanno di un mal comune un mezzo gaudio, dandoci pacche sulle spalle, “confortate” del fatto che, alla fine, siamo tutti sulla stessa barca?
Oppure decidiamo di seguire quella voglia, quell’anelo di realizzazione interiore che il nostro istinto ci dice trovarsi fuori dai binari che abbiamo percorso finora? Attenzione, parlo di realizzazione “interiore”, per non usare il termine “personale”, che è di per sé corretto ma induce facilmente in confusione, perché comunemente associato alla realizzazione professionale e sociale, che troppo spesso si rivela invece essere la sublimazione del concetto “criceto nella ruota” dal quale precisamente desideriamo allontanarci.

Il tempo che l’essere umano ha trascorso complessivamente su questo pianeta è molto, ma molto più lungo rispetto all’ultima parte di Storia, dall’era industriale in poi, che ha plasmato la vita occidentale come la conosciamo. La parte immensamente più grande, quella che ci ha fornito l’imprinting come specie e ci ha portati fino a quest’ultima manciata di anni, è stata caratterizzata da una vita a stretto contatto con la Natura; una vita, nelle sue difficoltà e insidie, estremamente più semplice, lenta e, perché no, felice.

Per questa ragione il nostro istinto ci spinge a tornare là: per ritrovare un ritmo che ci è più consono, uno stile di vita che ci permetta di godere anche del tempo e delle bellezze che la Natura ci mette a disposizione. Questo istinto, in maggiore o minor misura, è comune a tutti: qualcuno lo ignora e preferisce restare invischiato nelle consuetudini, accontentandosi, lamentandosi e soffrendone le conseguenze psichiche e fisiche fino al suo ultimo giorno (Pillola Blu).
Qualcun altro invece, decide di seguirlo e di andare a riprendersi il senso perduto della vita (Pillola Rossa).

Sto già sentendo i commenti di molti:
-È gente che ha molti soldi alle spalle, quindi può farlo senza preoccupazioni;
-Facile parlare quando non si ha una famiglia da mantenere;
-Bello fare l’hippy finché c’è la salute, li voglio vedere quando se ne andrà;
-Arriverà il giorno che smetteranno di giocare e torneranno alla vita normale;
-…e tanti altri di questo tenore.

Certamente, c’è chi parte da una situazione più facile, c’è chi è semplicemente incosciente e non sa a cosa va incontro (e occhio, non ho detto che sia sbagliato)… c’è anche chi ad un certo punto decide di tornare all’ovile, e lo farà comunque da persona profondamente diversa, che sicuramente vivrà in modo estremamente differente i condizionamenti della società e si lascerà scivolare addosso molte cose che prima la opprimevano.

Il punto, però, è un altro: che si tratti di un’esperienza, di un anno sabbatico, di un’avventura lunga un pezzo di vita o di una vita intera, la differenza sta nel decidere se prendere la Pillola Rossa o no.

Noi racconteremo storie di persone che l’hanno fatto. Persone che sono partite da situazioni estremamente differenti, che hanno fatto scelte coraggiose e spesso azzardate, che l’hanno fatto da sole o coinvolgendo la propria famiglia, che avevano un luminoso futuro davanti a sé o che non avevano proprio un futuro, che hanno raggiunto la loro realizzazione o che alla fine hanno deciso di tornare alla vita precedente… ma che in comune hanno una cosa: l’aver deciso di succhiare la vita fino al midollo e farne qualcosa per cui valesse davvero la pena vivere.
Lo faremo con le loro voci, le loro immagini, le loro testimonianze dirette: ci racconteranno i momenti più felici e quelli più duri, le esperienze che hanno vissuto e quelle che si aspettano di vivere, le illusioni e le delusioni.

Di una cosa siamo in ogni caso certi: comunque vada, vale sempre la pena prendere la Pillola Rossa.