MOMKONG: Non è mai troppo tardi per seguire i propri sogni
MOMKONG: Non è mai troppo tardi per seguire i propri sogni

MOMKONG: Non è mai troppo tardi per seguire i propri sogni

“Sono stanco, stanchissimo. Stanco di questa vita, così piatta, che non mi rappresenta. Sento dentro me un’energia, un bisogno di esplodere, un punto culmine che dice: “Basta!”. Non so cosa fare, forse mi manca il coraggio. Il coraggio di affrontare paure, sogni, realtà. Devo cambiare. Qualcosa devo cambiare, ma ho il sospetto che il cambiamento debba essere radicale, estremo. Ho voglia di avventure, di essere giornalmente sorpreso, di vivere l’attimo. Adoro la solitudine condita con una leggerissima presenza di persone, ma non di più. Voglio che il mutamento della mia persona sia naturale. E per questo occorre tempo e capacità di ascolto ma soprattutto il destino a favore”. Questi i pensieri del Momkong di qualche anno fa.

Se c’è qualcosa che ha la vita è che è piena di cambiamenti. Momkong ne ha vissuti tanti. Il cambiamento è una costante nell’esistenza di ogni persona, eppure ne abbiamo sempre molta paura. Il cambiamento implica liberarsi di tutto per uscire dalla zona di comfort… per questo, molte volte, è difficile per noi adattarci alle nuove situazioni. Non importa chi sei, ci saranno cose della tua vita che vorresti cambiare. Anche Richard Branson probabilmente non è felice al 100% di ogni aspetto della sua vita e lui è un playboy milionario. La differenza tra una persona felice e una persona insoddisfatta è che le persone felici sono costantemente impegnate a migliorare la propria situazione e a lavorare per rendere la vita migliore piuttosto che arrendersi e lasciare che le cose peggiorino lentamente. Momkong ha scelto di improntare la sua attuale vita sul binario della felicità. La sua era una vita come tante altre: scuola, amici, relazioni sociali, amori, lavoro… fino a quando ha deciso di mollare tutto e di dedicarsi solo alla Musica.

Nel film “Matrix” la pillola rossa, insieme alla pillola blu, è offerta da Morpheus a Neo nel momento in cui gli viene rivelata la natura virtuale del suo mondo. Citando direttamente le parole di Morpheus: “Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio”. La pillola rossa è diventata, dall’uscita del film in poi, una metafora per invitare le persone a smettere di credere ciecamente a ciò che viene detto loro ed iniziare invece ad aprire gli occhi e vedere la verità delle cose. Un concetto che negli anni è diventato particolarmente popolare in alcuni angoli di internet, indicando, a seconda dell’ambiente, un diverso tipo di “illuminazione”.

INTERVISTA

Momkong, pseudonimo di Mohammed Ighoubriouen, è un cantante di origine algerina, nato a Tizi-Ouzou il 3 settembre 1996, sotto il segno zodiacale della Vergine. Alto un metro e settantacinque centimetri, pesa circa settanta chili, ha occhi e capelli castani. Ama scrivere storie di vita comune in cui ognuno si può rispecchiare e riconoscere nella quotidianità. L’artista Mom ama creare canzoni che attirano l’attenzione degli ascoltatori affinché quel testo possa ricordare la loro storia. Su instagram vanta, ad oggi, ben 60 mila follower.

ILARIA – Ciao Momkong, come stai? Che ci racconti?
MOMKONG – Ciao Ilaria, bene bene, anche se ieri sera forse ho festeggiato un po’ troppo (ride). Sono contento perché sto scrivendo un sacco di cose belle, quindi sono a mille.

ILARIA – Hai un nome d’arte inusuale, che lascia il segno… lo hai ideato tu?
MOMKONG – No. Il mio nome d’arte è stato inventato da due miei amici. “Mom” è l’abbreviazione del mio soprannome “Momo” e “Kong” deriva dal film “King Kong”, perché dicono che quando mi incazzo prendo le sue sembianze. (Ride).

ILARIA – Una curiosità: Cosa ti porta a scrivere una nuova canzone?
MOMKONG – Sincero? Il bisogno di parlare con me stesso.

ILARIA – Fare rap è come parlare su una base?
MOMKONG – Fare rap è una cosa intima. Tutte le volte che scrivo un pezzo e lo riascolto, mi rendo conto di aver raccontato agli altri una parte della mia vita.

ILARIA – Due parole che ti definiscono?
MOMKONG – Umile e puntiglioso. Senza queste due cose non avrei mai fatto nulla. La prima mi ha insegnato a rimanere sempre con i piedi per terra, la seconda a non arrendermi mai.

ILARIA – Hai tanta voglia di fare e dimostrare a gli altri il tuo valore?
MOMKONG – Sì… è il mio carattere; voglio dimostrare (a me stesso in primis) di essere in grado di muovermi nel campo della musica. Si tratta di una sfida per migliorarsi e fare cose sempre più mature.

ILARIA – Cerchi di distinguerti in qualche modo con il look ricercato?
MOMKONG – Non starai mai bene con te stesso se non trovi una tua identità nella vita ed in questa società attuale. Essere un’identità identica ad un’altra non ha senso e non porterà mai a niente, a parer mio. Sono affascinato da mondi antichi come quello degli antichi egizi, degli arabi e degli orientali… trovo molta ispirazione, grazie a loro, per fare le mie canzoni in modo originale e mai banale. A volte rischio di essere etichettato dalla società come “strano”, ma alla fine quello che conta è stare bene con se stessi.

ILARIA – Concordo con il tuo pensiero di imparare ad essere sempre se stessi. Come ti senti in questa società? Estraneo, o ne fai parte?
MOMKONG – Ne faccio parte, ma sono un alieno e quindi devo adattarmi. Ho pensieri diversi da tanti coetanei. Da come la vedo io… al mondo non dovrebbero contare solo i soldi, che fanno dividere le persone. I rapporti umani non sono all’altezza della situazione e l’amore non si dimostra facendo solo regali.

ILARIA – Sei sconfortato dall’idea di futuro che si prospetta per i ragazzi della tua età?
MOMKONG – Non sono sconfortato dall’idea di futuro che si prospetta, non si può mai sapere cosa succede. Posso dire di aver fiducia nei miei coetanei, porteremo avanti dei grandi cambiamenti.
Chi tende a farci credere che non vi sarà un futuro non va ascoltato. Nessuno. E crèatelo da solo. Il futuro è fatto di tante scelte che momento per momento si fanno.

ILARIA – Sei giovanissimo ma hai già una notevole capacità di scrittura e tante esperienze da raccontare. Hai una vita particolarmente intensa?
MOMKONG – Grazie mille, lo apprezzo molto. Diciamo che non sono mai stato un ragazzo a cui piace seguire le regole. Non me la sento di dire che ho una vita di questo tipo, perché c’è sicuramente chi vive delle esperienze maggiori rispetto a me e inoltre i parametri in questi argomenti sono sempre molto soggettivi. Ma posso dire che la mia sensibilità agli stati d’animo è molto intensa, assorbo davvero le vibrazioni da tutto ciò che mi circonda.

ILARIA – Secondo te c’è un modo per estraniarsi e non venire influenzati troppo dagli altri? Sia nella vita personale che nella musica, dove troppe volte vediamo dischi che sono la copia della copia della copia…?
MOMKONG – Quello che hai appena detto è giustissimo. Noi siamo in un’era dove conta molto l’apparenza, io penso che dobbiamo tornare a dare ragione alla Musica e non a tutte queste cazzate che ci mettono in testa inerenti i social ed il numero dei like. Sono contento che vi sia una tecnologia che aiuta a spingere la nostra “roba”, da Spotify fino allo stesso TikTok, per carità, ma se dobbiamo muoverci soltanto attraverso delle cose meccaniche, si perde, a mio avviso, la bellezza di fare buona musica; per questo io sono fiero di me: mi son divertito nel fare la musica che mi piace, senza pensare esclusivamente a quanti like totalizzare in poche ore.

ILARIA – Il tuo stile è un interessante mix di rap, elettronica ed alternative. Come ti consideri all’interno della scena rap?
MOMKONG – Personalmente e caratterialmente non mi sento parte di qualcosa, preferisco piuttosto ritagliarmi uno spazio mio all’interno della scena artistico-musicale. Ogni mia canzone ha un proprio significato, ma voglio lasciare libera interpretazione all’ascoltatore… Ho visto che ognuno ci vede qualcosa di proprio, ed è molto interessante scoprire questi vari punti di vista.

ILARIA – Che cosa pensi del mondo della trap e del suo pubblico?
MOMKONG – È una scena in continuo movimento, senza punti di riferimento fissi o dogmi da seguire, questa è una cosa bellissima. Purtroppo essendoci così tanti prodotti in Italia, non sempre sono di qualità. Ormai il pubblico interagisce molto di più con l’artista e questa è un’arma a doppio taglio, poiché non sempre il pubblico riesce a filtrare ciò che è vero da ciò che fa solo parte dello show.

ILARIA – Come si svilupperanno, secondo te, i generi rap e trap in Italia tra alcuni anni? Quali artisti, a tuo parere, sono destinati a lasciare il segno?
MOMKONG – Credo che si distingueranno in tantissimi micro-generi. Difficile sapere chi lascerà il segno, perché ci sono artisti e prodotti nuovi ogni giorno.

ILARIA – Parli spesso, durante le interviste, del rischio di perdere l’identità di fronte al successo. Cosa pensi di questo aspetto?
MOMKONG – Penso sia facile perdere la propria identità di fronte al successo: ho notato che molti artisti si sono “trasformati” diventando persone completamente diverse, ciò nonostante non tutti sono così suggestionabili e continuano a dimostrarsi per ciò che realmente sono.

ILARIA – Raccontaci qualcosa sulla scrittura dei tuoi brani: ti lasci influenzare da esperienze vissute in prima persona?
MOMKONG – Per quasi tutti i miei brani prendo sempre spunto da qualcosa che ho vissuto personalmente, penso che dare un po’ di veridicità al brano ti aiuta poi a interpretarlo meglio.

ILARIA – Hai avuto un passato “burrascoso”: la musica ti ha aiutato a rialzarti in questo percorso?
MOMKONG – Quando non hai nulla è facile seguire la via più semplice, ma grazie alla musica ho capito ciò che sono e ciò che voglio fare nella vita e della mia vita.

ILARIA – Quali sono i tuoi principali riferimenti musicali?
MOMKONG – Nel corso della vita ho ascoltato di tutto per farmi un minimo di cultura. Non si smette mai di imparare. Sei d’accordo?

ILARIA – Ti ritieni soddisfatto dei tuoi progetti realizzati fino ad oggi? Cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
MOMKONG – Sì. Questo è solamente l’inizio perché continuerò a fare musica finché la mia voce me lo permetterà. A breve usciranno nuovi progetti, quindi rimanete connessi!

ILARIA – Dalle canzoni che scrivi sembri una persona innamorata. È così?
MOMKONG – Ho sempre amato le canzoni d’amore. Io, ad esempio, mi rendo conto quando una canzone è sentita o è fatta con il solo scopo di vendere. Sono innamorato della vita, dei sorrisi della persona che amo e dei miei fans. Queste due cose mi portano a dare il meglio di me. La mia famiglia mi ha aiutato tanto in questo. Mi hanno insegnato i valori della vita.

ILARIA – Cosa provi quando sei su un palco?
MOMKONG – Un tempo salire sul palco era come un esame… avevo le gambe che mi tremavano e sfogavo tutta la rabbia che avevo. Oggi sono cresciuto, ho trasformato quella rabbia in amore e, quando mi esibisco, mi interessa solamente donare delle emozioni, catturare l’attenzione di chi sta sotto. Scendere da quel palco sapendo di aver dato il cuore.

ILARIA – Cosa vuoi dire ad un giovane che vuole avvicinarsi alla musica?
MOMKONG – Di credere in se stesso, perche’ gli altri lo faranno solo quando farà comodo a loro.

ILARIA – Vuoi dire qualcosa ai tuoi ascoltatori e a chi ci segue?
MOMKONG – A chi mi segue voglio dire grazie mille per il supporto! A chi non mi conosce consiglio di ascoltare qualcosa di mio. Ascoltate, seguitemi e ditemi che ne pensate! Mi trovate su FB, su Instagram, ovunque!
Per qualsiasi curiosità sulla mia musica sono a disposizione.

2022 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente dall’Artista Momkong alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo.

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